Finanziamento di tutti i gli impianti a Energia Rinnovabile

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I vantaggi di operare con una START UP INNOVATIVA

Il business plan

A sua volta il business plan, è fondamentale. Si tratta di uno strumento che deve essere in grado di racchiudere al suo interno un quadro di dettaglio su:

  • Come la start up si organizza,
  • Come si differenzia e si colloca sul mercato.

Le aree di approfondimento interessano la descrizione dell’azienda e del prodotto/servizio da sviluppare, l’analisi di mercato e il piano di marketing, il vantaggio competitivo e l’analisi dei rischi, l’organizzazione del management e le competenze in gioco. Infine, nel business plan non si può dimenticare la stima di costi e il piano economico-finanziario.

DIFFERENZA TRA INNOVATIVA E NORMALE SRL

La start up i"INNOVATIVA" SI DIFFERENZIA DALLE ALTRE START UP 

  • perchè mentre ad una start up normale non viene praticamente erogato alcun credito per i primi 2 anni ,
  • cioè in attea di depositare almno 2 bilanci...in utile e con un inanziamento poi non superiore ad un terzo del fatturato;

l'INNOVATIVA gode di una garanzia MCC fio a 3 milioni fin da subito,

in funzione del BUSINSS PLAN e

  • tra l'altro puo usufruire di un preammortamento di alcuni anni  ,
  • cioè non restituirà nulla  fino alla partenza dell'attività . 

E anche si potrà accedere con un percorso privilegiato 

  • nella richiesta di FONDI PERDUTI
  • di volta in volta  messi a disposizione dai vari bandi specifici riservati .

START UP INNOVATIVA

START UP INNOVATIVA

Consulenza  e   supporto          x

 costituzione  di  srl  innovativa  e

  attribuzione   plafond  mcc.  / erogazione fondi  

 

 

Fase 1                                    Nota informativa e preliminare

  1. 1.       Verifica e complemento requisiti
  2. 2.       Analisi fattibilità
  3. 3.       Raccolta dati sui soci
  4. 4.       Raccolta dati azienda esistente
  5. 5.       Raccolta dati idea innovativa
  6. 6.       Costruzione statuto
  7. 7.       Redazione e ideazione business plan  idea innovativa  da commercialista  
  8. 8.       Costituzione società da notaio
  9. 9.       Accreditamento e omologazione presso Camera di Commercio
  10. 10.   Omologazione presso il Ministero dell’economia
  11. 11.   Acquisizione plafond Mcc in funzione del B.Plan ( max 2,5 milioni di euro)

Fase 1 : Investimento complessivo euro 15 000,oo

·         anticipo inizio pratiche           euro 7500 ,00

·         a omologazione ottenuta      euro 4000,00 

·         a ottenimento plafond Mcc   euro 4500,00

 

Fase 2  

Ricerca di banche eroganti e ottenimento fondi.

·         Nota - E’ spesso necessario che l’azienda possa dimostrare  la disponibilità di un equity pari al 20% dell’investimento o in liquidità su un conto o in fatture già pagate, o in beni già acquisiti, o anche nulla in funzione della modalità operativa della singola banca, poiché la garanzia copre l’80% dell’ investimento previsto.

·         Il finanziamento o i finanziamenti eventualmente ottenuti con la partecipazione di più banche , possono avere anche un preammortamento di durata concordabile.

·         E’ necessaria la disponibilità da parte dell’amministratore ad un incontro con un dirigente presso la sede della banca  nella fase finale della pratica .

·         I soci e l’amministratore non devono avere protesti, pignoramenti o ipoteche giudiziali a nome proprio, né segnalazioni in Crif relativi a eventi negativi gravi , in quanto per legge è proibito alle banche eroganti finanziare soggetti in contenzioso con altre banche, sia pure garantiti.

·          Dati deducibili da Centrale dei rischi di Banca d’Italia.

·         La fase 2 è remunerata all’operatore in modalità “success fee” ovvero in percentuale sull’importo effettivamente erogato.

·         La fase 2 può eventualmente essere seguita anche da altro operatore di fiducia dell’azienda , e non vi è alcun obbligo o vincolo rispetto alla fase 1 da parte del l’azienda cliente .

·         
La ricerca può anche essere condotta in contemporaneità con altro operatore , purchè sia concordata e condotta in modo da non inficiare l’operazione con segnalazioni negative.

 

Le startup innovative italiane

 hanno ricevuto complessivamente finanziamenti bancari per

  • oltre 1,1 miliardi di euro attraverso
  • 5.615 operazioni

con il supporto del Fondo di Garanzia per le PMI,

gestito da Mediocredito Centrale 

in qualità di capofila di un Raggruppamento Temporaneo di imprese.

È quanto emerge dalla nuova edizione, aggiornata al 31 dicembre 2019, del rapporto trimestrale “Le imprese innovative e il Fondo di Garanzia per le PMI”, a cura dalla Direzione Generale per la Politica Industriale del Ministero dello sviluppo economico in collaborazione con Mediocredito Centrale (disponibile sul sito del Ministero).

Per richiedere un finanziamento le startup innovative possono

  1. attivare la copertura del Fondo di Garanzia gratuitamente,
  2. secondo una procedura altamente semplificata.
  3. La garanzia copre l’80% del prestito e
  4. può ammontare fino a 2,5 milioni di euro per impresa.

Dall’avvio dello strumento nel 2013,

  • si contano 3.593 startup beneficiarie,
  • per un totale di 5.615 operazioni
  • (1.439 aziende hanno ricevuto più di un prestito) e

un finanziamento medio di oltre 200.000 euro per singola operazione.

 

Nel 4° trimestre del 2019

le startup hanno ricevuto nuovi prestiti bancari per circa 66,7 milioni di euro.

Il valore è superiore a quello registrato nel terzo trimestre 2019:

tra giugno e settembre 2019 erano stati concessi nuovi prestiti per 52.063.252 di euro.

L’ammontare complessivo rilevato al 31 dicembre 2019 è pari a 1.129.911.936 di euro.

I prestiti già estinti riguardano il 17,5% delle operazioni

 per un ammontare pari a 156 milioni di euro,

 quelli in regolare ammortamento il 57,8% delle domande accolte (890,2 milioni).

  • Sono invece in sofferenza solo il 4,8% dei finanziamenti concessi a startup innovative con l’intervento del Fondo di garanzia.

Il supporto della garanzia pubblica a favore delle nuove imprese innovative viene richiesto con maggiore frequenza al Nord.

  1.  La Lombardia vanta di gran lunga il maggior numero di operazioni (1.560)
  2. e la più elevata quantità di risorse mobilitate (362,2 milioni di euro),
  3. seguita a grande distanza da Emilia-Romagna e Veneto.

Dal 2016 anche le PMI innovative accedono gratuitamente al Fondo di Garanzia.

Ad oggi si contano 284 PMI innovative beneficiarie,

per un ammontare complessivo di oltre 195 milioni di euro.

Lombardia (54,2 milioni) ed

Emilia-Romagna (28,8 milioni)

risultano essere una parte considerevole dei finanziamenti concessi.

Infine, sono 20 gli incubatori certificati che hanno richiesto un finanziamento mediato dal Fondo di garanzia,

per un totale di 37 operazioni e circa 18 milioni di euro mobilitati.

Prestito aziendale chirografario

Prestito aziendale chirografario

 

Prestito chirografario

Il prestito chirografario è

  • un finanziamento di tipo fiduciario,
  • il cui rimborso è garantito dalla capacità reddituale e dal patrimonio del richiedente.

A differenza di quanto avviene in un mutuo,

  • un prestito di tipo chirografario
  • non è assistito da ipoteca ed
  • è concesso per un periodo di tempo inferiore, in genere compreso entro 10 anni.
  • Il prestito chirografario si distingue da altre forme di finanziamento perché
  • il rimborso viene garantito personalmente dal debitore.
  • La garanzia è rappresentata dalla firma del contratto, come indica il nome stesso
  • (chirografario deriva dal greco antico e significa comprovato da un documento scritto).
  • Più in generale, si parla di crediti chirografari 
  • quando il finanziamento non è coperto da garanzie personali (come la fideiussione)
  • o reali (pegno o ipoteca).

Dal momento che

  • non sono assistiti da ipoteca né da altri tipi di garanzie,
  • Possono essere richiesti sia dai privati, sia dagli autonomi e dalle imprese.
  • Spesso vengono richiesti per finanziare
  • attrezzature o
  • interventi di manutenzione in ambito condominiale o
  • su immobili per i quali sarebbe difficoltoso iscrivere un'ipoteca.
  • Questo tipo di finanziamento
  • rappresenta un'alternativa sia ai mutui sia ai prestiti personali
  • ed è una soluzione più semplice da gestire in tutti i casi in cui il debitore
  • ha bisogno di un importo contenuto e può contare
  • su un reddito o un patrimonio sufficienti ad assicurare la copertura del finanziamento.

oggi grazie al DECRETO CRESCITA garantito 90/100% da MCC

Grazie alla garanzia Mcc si può godere di una garanzia totale da utilizzare per ottenere un finanziamento aziendale 

da 26.000 euro a 800.000 euro 

per le PMI 

  • Importo MINIMO : €. 25.001,00
  • Importo MASSIMO : 25% del fatturato o doppio del costo del personale . LA BANCA SI RISERVA DI VALUTARE  GLI IMPORTI E DELIBERARE IN BASE AL MERITO CREDITIZIO 
  • Tasso :  2,75% fisso
  • Durata : max 72 mesi di cui max 12 di preammortamento
  • Finalità : liquidità 

Prestito finalizzato a tutti

Prestito finalizzato a tutti

Il prestito finalizzato

  •  è una forma di finanziamento concesso da un istituto o società di credito
  • che si ottiene direttamente presso i punti vendita di beni e/o servizi ed
  • è strettamente legata all'acquisto che si effettua. 


  • Quando si ricorre ai prestiti finalizzati
  • non si ottiene una somma di denaro dalla banca o dalla finanziaria
  • ma, invece di pagare tutto in contanti al momento dell'acquisto,
  • si paga a rate il prezzo di quello che si vuole acquistare

(il denaro prestato dalla finanziaria non viene accreditato al cliente ma alla società che vende il bene/servizio per cui si richiede il finanziamento). 

Se ad esempio si desidera acquistare una cucina o dei mobili,

  • il mobiliere potrebbe proporre il pagamento rateale:
  • in questo caso dopo aver raccolto tutti i dati necessari
  • (dati anagrafici e situazione reddituale)
  • la finanziaria valuta la concedibilità del prestito e,
  • in caso positivo, consente il pagamento del bene a rate.

 

La caratteristiche principali che contraddistinguono il prestito finalizzato sono le seguenti:

  1. l’erogazione dell’importo finanziato viene effettuata direttamente a favore dell’esercente che vende il bene o servizio;
  2. il cliente è obbligato all'acquisto di un bene di consumo specificando comunque la finalità del prestito, di cui l'istituto finanziatore viene messo necessariamente a conoscenza (il bene o servizio oggetto dell’acquisto viene specificato nel contratt

cessione del quinto solo dipendenti e pensionati anche segnalati crif

cessione del quinto solo dipendenti e pensionati anche segnalati crif
  1. la domanda della cessione del quinto può essere avanzata anche da chi risulta un cattivo pagatore;
  2. i tassi applicati al finanziamento sono fissi e dal recente 1 ottobre 2015 hanno subito variazioni ad opera del decreto 24/09/2015 del Ministero dell’Economia e delle Finanze;
  3. non sono richieste garanzie poiché la trattenuta del quinto è meccanismo sufficiente a scongiurare rischi d’insolvenza.
  4. il richiedente non deve fornire spiegazioni circa i motivi di spesa per cui chiede credito.
  5. è possibile richiedere un secondo quinto dello stipendio (cessione doppio quinto) attraverso la delega di pagamento.

NOLEGGIO OPERATIVO

1. Cos’è il Noleggio Operativo?

  • Il Noleggio operativo è una soluzione che consente, grazie al pagamento di un canone fisso mensile o trimestrale, di avere il possesso di un bene strumentale necessario  alla propria attività.
  • È indicato per piccole e medie imprese, che cercano una soluzione flessibile e commisurata alla normale vita utile degli strumenti, consentendo con facilità il rinnovo tecnologico e contrastando l’obsolescenza dei beni aziendali.

2. Perché il Noleggio è vantaggioso ?

  • Liquidità e vantaggi finanziari . A differenza dell’acquisto, grazie ai canoni il cliente non intacca il capitale aziendale e mantiene il merito o rating di credito nei confronti della banca e dei fornitori. Non essendo valutato come un finanziamento  finanziaria, non viene segnalato tra le linee di credito bancarie e non si segnala in centrale rischi nè crif.
  • Vantaggi  fiscali: I beni non vanno in ammortamento nel bilancio, poiché i canoni vengono considerati un servizio e sono interamente deducibili e non si pagano tasse aggiuntive (come l’IRAP) 
  • Certezze nella pianificazione Il canone è fisso ed costante per tutta la durata del contratto, con pagamenti automatici SEPA e senza spese di incasso. 
  • Mantenere aggiornato le attrezzarure che si evolvono rapidamente e il continuo aggiornamento impatta sulla liquidità, quindi stipulare un contratto commisurato alla vita del bene consente l’aggiornamento  con ottimi vantaggi per l’azienda.

3. È uguale ad un leasing?

  • NO, perché non è un finanziamento finanziario finalizzato all’acquisto con riscatto finale del bene ad una quota prestabilita. Inoltre fiscalmente i canoni di noleggio sono  diversi da quelli di leasing.
  • I canoni di noleggio non vengono infatti calcolati sulla base di tassi di interesse in vigore, non hanno un piano di ammortamenti e non sono soggetti, ove previste, a tassazioni come IRES o IRAP.

4. È uguale al credito finalizzato /un finanziamento?

NO, il noleggio non è un finanziamento:  non eroga denaro al cliente. I canoni di noleggio non sono calcolati sulla base di tassi di interesse in vigore. Non ci sono imposte di bollo. La proprietà del bene durante il noleggio è in capo alla società di noleggio.

5. I canoni di noleggio sono indicizzati o costanti?

Sono costanti senza alcun adeguamento ISTAT.

6. Quale è il tasso di interesse che si applica ai canoni di Noleggio?

NESSUNO, i canoni non sono determinati da TAN e TAEG.

7. Perché un cliente dovrebbe scegliereil Noleggio operativo?

  • Perché per un’azienda l’acquisto implica un pagamento immediato e totale del costo del bene, con un recupero fiscale dilazionato in anni, gravato dall’imposta fiscale IRAP.
  • Con il noleggio  il cliente paga dei canoni, considerati un servizio, avendo così il massimo beneficio fiscale e la dilazione nel tempo dell’pagamento .

LEASING

LEASING

Il leasing è il contratto con cui una parte (concedente) concede in godimento all'altra (utilizzatore) un bene dietro corrispettivo e per un determinato periodo di tempo, alla scadenza del quale la parte che ha in godimento il bene può restituirlo o divenirne proprietario pagando la differenza tra quanto già versato ed il valore del bene.

In genere si distingue tra leasing finanziario e leasing operativo.

  • Il leasing finanziario è un'attività finanziaria tenuta dalle banche. Le società di leasing svolgono principalmente un'attività creditizia mediante la stipulazione di contratti di locazione finanziaria, che svolgono implicitamente la funzione di soddisfare fabbisogni finanziari emergenti da decisioni di investimento. La disponibilità di un bene necessario può essere ottenuta mediante due modalità: con l'acquisto diretto del bene con capitale proprio o con il debito attraverso un contratto di leasing. La società di leasing nella veste di locatore concede il bene al locatario per un tempo determinato e in contropartita di un canone periodico. Pertanto la funzione di finanziamento si esplica nel fatto che la spesa per l'acquisto è sostenuta dal locatore mentre il locatario è avvantaggiato dalla dilazione del pagamento. La conseguenza di questa formula è che la proprietà del bene locato appartiene alla società di leasing fino all'eventuale riscatto da parte del cliente. Le società di leasing finanziano investimenti produttivi, beni mobili (macchinari, impianti industriali ecc.) beni immobili (stabilimenti industriali, centri commerciali ecc.) ed anche beni immateriali, quali marchi aziendali es: geox, benetton.
  • Il leasing operativo viene effettuato direttamente dal/dai costruttore/i del bene/i, come ad esempio il leasing su autovetture di varie case automobilistiche.

La locazione finanziaria è un contratto di durata il cui corrispettivo va calcolato secondo criteri finanziari e quindi tenendo conto non soltanto del costo del bene, ma anche del prezzo pattuito per l’opzione d’acquisto finale e della durata del contratto. Elemento essenziale del contratto è la previsione dell’opzione finale di acquisto del bene a favore dell’utilizzatore ad un prezzo prestabilito. Alla scadenza, l’utilizzatore ha il diritto di divenire proprietario del bene esercitando l’opzione di riscatto; in caso contrario ha l’obbligo di restituire il bene al concedente.

CURA ITALIA: COME RICHIEDERE DA PARTE DELLE IMPRESE LA SOSPENSIONE DELLE RATE DEI FINANZIAMENTI, MUTUI, LEASING E DELLA REVOCA DEGLI AFFIDAMENTI BANCARI FINO AL 30 SETTEMBRE 2020.

CURAITALIA SOSPENSIONE RATE FINANZIAMENTICURAITALIA: come richiedere da parte delle imprese la sospensione delle rate dei finanziamenti, mutui, leasing e della revoca degli affidamenti bancari fino al 30 settembre 2020.
MORATORIA COVID-19: si tratta della moratoria concessa alle imprese che hanno subito in via temporanea carenze di liquidità quale conseguenza diretta della diffusione dell’epidemia da COVID-19.
BENEFICIARI: micro, piccole e medie imprese le cui esposizioni debitorie non siano classificate come esposizioni creditizie deteriorate.
PROCEDURA : le Imprese possono avvalersi dietro comunicazione nei confronti di banche, di intermediari finanziari e degli altri soggetti abilitati alla concessione di credito in Italia delle  misure di sostegno finanziario.
COMUNICAZIONE: la comunicazione deve essere corredata della dichiarazione con la quale l'Impresa autocertifica di aver subito in via temporanea carenze di liquidità quale conseguenza diretta della diffusione dell'epidemia da COVID-19.
MISURE DI SOSTEGNO: a) per le aperture di credito a revoca e per i prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti esistenti alla data del 29 febbraio 2020 o, se superiori, a quella di pubblicazione del presente decreto, gli importi accordati, sia per la parte utilizzata sia per quella non ancora utilizzata, non possono essere revocati in tutto o in parte fino al 30 settembre 2020;
b) per i prestiti non rateali con scadenza contrattuale prima del 30 settembre 2020 i contratti sono prorogati, unitamente ai rispettivi elementi accessori e senza alcuna formalità, fino al 30 settembre 2020 alle medesime condizioni;
c) per i mutui e gli altri finanziamenti a rimborso rateale, anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie, il pagamento delle rate o dei canoni di leasing in scadenza prima del 30 settembre 2020 è sospeso sino al 30 settembre 2020 e il piano di rimborso delle rate o dei canoni oggetto di sospensione è dilazionato, unitamente agli elementi accessori e senza alcuna formalità, secondo modalità che assicurino l'assenza di nuovi o maggiori oneri per entrambe le parti; è facoltà delle imprese richiedere di sospendere soltanto i rimborsi in conto capitale.
DOMANDE: da presentare presso la propria banca o istituto finanziario su modulistica apposita rilasciata dalla Banca medesima.
DICHIARAZIONE E AUTOCERTIFICAZIONE: per vedere la dichiarazione obbligatoria e l'autocertificazione leggi tutto il presente articolo.

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CURAITALIA: SOSPENSIONE RATE FINANZIAMENTI IMPRESE

 

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CURAITALIA: SOSPENSIONE RATE FINANZIAMENTI IMPRESE

D.L. 17 marzo 2020, n. 18

  • Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19.
  • Pubblicato nella Gazz. Uff. 17 marzo 2020, n. 70, Edizione straordinaria.

MORATORIA COVID-19

Misure di sostegno finanziario alle micro, piccole e medie imprese colpite dall'epidemia di COVID-19

  • Si tratta della moratoria concessa alle imprese che hanno subito in via temporanea carenze di liquidità quale conseguenza diretta della diffusione dell’epidemia da COVID-19.

FINALITA'

Lì epidemia da COVID-19 è formalmente riconosciuta come evento eccezionale e di grave turbamento dell'economia.

Al fine di sostenere le attività imprenditoriali danneggiate dall'epidemia di COVID-19 le Imprese possono avvalersi dietro comunicazione, in relazione alle esposizioni debitorie nei confronti di banche, di intermediari finanziari previsti dall'art. 106 del d.lgs. n. 385 del 1° settembre 1993 (Testo unico bancario) e degli altri soggetti abilitati alla concessione di credito in Italia, delle misure di sostegno finanziario.

MISURE DI SOSTEGNO FINANZIARIO

1) APERTURE DI CREDITO A REVOCA E PRESTITI A FRONTE DI ANTICIPI SU CREDITI

Per le aperture di credito a revoca e per i prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti esistenti alla data del 29 febbraio 2020 o, se superiori, a quella di pubblicazione del decreto, gli importi accordati, sia per la parte utilizzata sia per quella non ancora utilizzata, non possono essere revocati in tutto o in parte fino al 30 settembre 2020.

2) PRESTITI NON RATEALI

Per i prestiti non rateali con scadenza contrattuale prima del 30 settembre 2020 i contratti sono prorogati, unitamente ai rispettivi elementi accessori e senza alcuna formalità, fino al 30 settembre 2020 alle medesime condizioni.

3) MUTUI E LEASING

Per i mutui e gli altri finanziamenti a rimborso rateale, anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie, il pagamento delle rate o dei canoni di leasing in scadenza prima del 30 settembre 2020 è sospeso sino al 30 settembre 2020 e il piano di rimborso delle rate o dei canoni oggetto di sospensione è dilazionato, unitamente agli elementi accessori e senza alcuna formalità, secondo modalità che assicurino l'assenza di nuovi o maggiori oneri per entrambe le parti;

  • E' facoltà delle imprese richiedere di sospendere soltanto i rimborsi in conto capitale.

BENEFICIARI

Micro, piccole e medie imprese le cui esposizioni debitorie non siano, alla data di pubblicazione del decreto, classificate come esposizioni creditizie deteriorate ai sensi della disciplina applicabile agli intermediari creditizi.

PROCEDURA

Le Imprese possono avvalersi dietro comunicazione nei confronti di banche, di intermediari finanziari e degli altri soggetti abilitati alla concessione di credito in Italia delle misure di sostegno finanziario.

COMUNICAZIONE E AUTOCERTIFICAZIONE

La comunicazione alle banche deve essere corredata della dichiarazione con la quale l'Impresa autocertifica di aver subito in via temporanea carenze di liquidità quale conseguenza diretta della diffusione dell'epidemia da COVID-19.

DOMANDE

Da presentare presso la propria banca o istituto finanziario su modulistica apposita rilasciata dalla Banca medesima.

  • La comunicazione prevista è corredata della dichiarazione con la quale l'Impresa autocertifica ai sensi dell'art. 47 DPR 445/2000 di aver subito in via temporanea carenze di liquidità quale conseguenza diretta della diffusione dell'epidemia da COVID-19.

AUTODICHIARAZIONE

 Autocertificazione per danni subiti dalle imprese intervento emergenza COVID 19

 

DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI ATTO DI NOTORIETÀ

 

fac simile richiesta moratoria finanziamenti

nuovo modello autodichiarazione x circolare 23 marzo

AUTOCERTIFICAZIONE per uscire di casa marzo 20

AUTOCERTIFICAZIONE per uscire di casa marzo 20

autocertificazione attraverso la compilazione del

 modulo di autodichiarazione necessaria per essere autorizzati negli spostamenti in auto e consentiti solo da comprovati motivi sia in auto sia quando si esce a piedi. 

Compilando il modulo (ultima versione aggiornata con le recenti modifiche) e firmandolo dopo averlo stampatosi ottiene l’autorizzazione per uscire di casa senza incorrere a sanzioni,

procedure istituita con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, “Io resto a casa in vigore in tutte le regioni d’Italia per contenere e arginare il contagio e la diffusione del virus COVID-19 Coronavirus durante l’emergenza in atto”.

 Come scaricare il modulo di autocertificazione 

Sotto trovi il link con il modulo dell’autocertificazione AGGIORNATO con l’ultimissima modifica scaricabile in PDF da stampare per essere compilato, a cui si aggiunge una nuova voce alle quattro già preesistenti dove si deve dichiarare di non essere soggetto agli obblighi previsti dalla quarantena per chi è stato trovato positivo al Coronavirus o per chi è entrato in contatto con una persona contagiata.

 Modulo autocertificazione Covid 19 Coronavirus, (ultima versione aggiornata) scaricabile PDF per spostamenti in auto

 

 Modulo digitale autodichiarazione compilazione più facile con il PC

 Cè anche la possibilità di compilare più facilmente il modulo on lineattraverso un PC o telefonino attraverso due modalità. Copiando ed incollando il testo (dal PDF o vedi in basso) oppure accedendo ad uno strumento on line che facilita la compilazione digitale dell’autodichiarazione. Per questo servizio on line non c’è da pagare nulla, la compilazione è gratuita La società che lo ha realizzato (Etinet) ha dichiarato che i dati personali dell’utente non vengono archiviati/salvati in base alle disposizioni del GDPR.

Quando è necessario il modulo dell’autocertificazione per gli spostamenti durante l’emergenza del Coronavirus

 Il modulo dell’autocertificazione è necessario durante gli spostamenti in auto ed a piedi (per recarsi in a fare la spesa, in farmacia, in edicola ad acquistare giornali e magazine, dal tabaccaio e tutte le altre esigenze lavorative) perché è facile incappare nei posti di blocco e di controlloistituiti da Polizia Stradale e Carabinieri che richiedono i motivi per cui ci stiamo spostando e l’esibizione del modulo dell’autodichiarazione dove è riportata la motivazione che giustifica lo spostamento.

 Tutti gli spostamenti devono essere motivati e sono giustificate le motivazioni indicate nel nostra spiegazione sugli spostamenti consentiti,

Nei controlli su strada gli stessi Agenti possono anche verificare la temperatura corporea con il termoscan, un misuratore della temperatura corporea.

Posto di blocco della Polizia dove viene richiesta l'esibizione della autodichiarazione
Posto di blocco della Polizia dove viene richiesta l’esibizione della autodichiarazione

 

Modulo autodichiarazione Coronavirus scaricabile, il testo della versione aggiornata

Autodichiarazione ai Sensi degli 
art 46 e 47 del D.P.R 28 dicembre 2.000 n° 495 c.p.

Il sottoscritto _____________________________________, nato il _________ a ____________, residente in ___________________, via__________________________, identificato a mezzo __________________ nr. _____________________ utenza telefonica _________________,

consapevole delle conseguenze penali previste in caso di dichiarazioni mendaci a pubblico ufficiale (art 495 c.p.)

DICHIARA SOTTO LA PROPRIA RESPONSABILITÀ

  • di non essere sottoposto alla misura della quarantena e di non essere risultato positivo al virus COVID-19 di cui all’articolo 1, comma 1, lettera c), del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’ 8 marzo 2020;
  • di essere a conoscenza delle sanzioni previste, dal combinato disposto dell’art. 3,comma 4, del D.L. 23 febbraio 2020n. 6 e dell’art. 4, comma 1, del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’ 8 marzo 2020 in caso di inottemperanza delle predette misure di contenimento (art. 650 c.p. salvo che il fatto non costituisca più grave reato);
  • Che lo spostamento è determinato da: 
    o comprovate esigenze lavorative; 
    o situazioni di necessità; 
    o motivi di salute; 
    o rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. 

A questo riguardo, dichiara che ________________________________________ (LAVORO PRESSO…, STO RIENTRANDO AL MIO DOMICILIO SITO IN….., DEVO EFFETTUARE UNA VISITA MEDICA… ALTRI MOTIVI PARTICOLARI..ETC…)

Data, ora e luogo del controllo

Firma del dichiarante L’Operatore di Polizia

Come si compila il modulo di autocertificazione Coravirus che fa firmato

 La compilazione del modulo scaricabile in PDF (ultima versione aggiornata) è molto semplice: basta specificare le proprie generalità (Nome Cognome, data di nascita e luogo di residenzaed il motivo dello spostamento.

 E’ sempre necessario portare con sé il documento, quindi anche dopo averlo compilato on line va stampato e firmato.
Per questo è consigliato stampare diverse copie del modulo anche in bianco e portarle sempre con se all’interno dell’automobile o al seguito. 

E se non ho il modulo?

 Nel caso in cui per qualche motivo si è sprovvisti del modulo, l’autodichiarazione può anche essere resa verbalmente all’agente che provvede a raccogliere le motivazioni e procedere alle dovute verifiche ed azioni successive. 

Cosa si rischia senza autodichiarazione / autocertificazione?

 Le sanzioni sono pesanti per chi circola senza giustificato motivo. Il decreto “Io resto a casa” stabilisce che le violazioni (viaggiare senza motivi ben precisi e senza autodichiarazione / autocertificazione) sono punite con l’arresto fino a tre mesi e l’ammenda fino a 206 euro.

 Pene più gravi sono per chi adotterà comportamenti, come ad esempio la fuga dalla quarantena per i positivi, con il reato di delitto colposo contro la salute pubblica. Per cui è consigliato portare con sempre una copia del modulo.

Quando si può usare l’auto e quali sono gli spostamenti in auto consentiti?

Gli spostamenti in auto sono fortemente limitati 

ed ecco un vademecum per capire quando e fin dove possiamo usare la nostra automobile per spostarci,

fermo restando che c’è l’onere sull’interessato di dimostrare la sussistenza delle diverse esigenze per essere autorizzati all’effettivo spostamento attraverso l’esibizione di una autodichiarazione. 

Le nuove regole restrittive valgono per tutta Italia.

Coronavirus, Oms: “No all’assunzione di ibuprofene se si sospetta infezione”

Coronavirus, Oms: “No all’assunzione di ibuprofene se si sospetta infezione”

e si ha il sospetto di essere stati contagiati dal Coronavirus l’assunzione di farmaci antifiammatori a base di ibuprofene (per intenderci, Nurofen, Cibalgina, Moment e Antalgil fra i più noti) è fortemente sconsigliata in assenza di adeguato consulto medico.A dirlo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). “Raccomandiamo il paracetamolo, non l’ibuprofene, per l’automedicazione”, ha detto Christian Lindmeier portavoce dell’Oms nel corso di una conferenza stampa a Ginevra, specificando che non ci sono studi recenti che collegano direttamente il farmaco antinfiammatorio con un aumento dei tassi di mortalità, ma spiegando che gli esperti sono al lavoro per far luce sulla questione.

Su un recente articolo apparso sulla rivista scientifica The Lancet, infatti, era stata avanzata l’ipotesi che alcuni farmaci, incluso l’ibuprofene, possano rappresentare un rischio per i pazienti con Covid-19 che soffrono anche di ipertensione o diabete.

Già nei giorni scorsi Olivier Véran aveva diffuso la raccomandazione attraverso un tweet sul suo profilo social

https://www.quotidianonapoli.it/2020/03/17/coronavirus-oms-no-allassunzione-di-ibuprofene-se-si-sospetta-infezione/

Cosa ci insegna l’epidemia di Coronavirus Luca Baldin

Cosa ci insegna l’epidemia di Coronavirus Luca Baldin

Cosa ci insegna l’epidemia di Coronavirus

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Chiusi in casa o nei nostri uffici, in queste strane giornate, abbiamo tempo per riflettere, ovvero abbiamo a disposizione in abbondanza la materia prima che solitamente scarseggia nel ritmo forsennato dei giorni normali: il tempo.

L’epidemia finirà, questa è una certezza che ci forniscono la scienza e l’esperienza, le variabili sono il quando e con quali ricadute, sicuramente pesanti, in termini di vite perdute e di danni economici.

Ci ritroveremo quindi al temine di questa storia a leccarci le ferite e a riprendere, come ha fatto sempre l’umanità dopo eventi più o meno catastrofici; ma la domanda che vale la pena di porci è: ci sta insegnando qualche cosa questa emergenza all’alba del secondo decennio del XXI secolo? E nello specifico di ciò di cui ci occupiamo in queste pagine, cambierà qualche cosa?

La prima cosa certa è che in questi giorni stiamo assistendo ad un enorme esperimento sociale su scala nazionale di smart working e di utilizzo delle tecnologie utili a dare continuità ai rapporti di lavoro a distanza, nella necessità di ridurre drasticamente gli spostamenti fisici. Molti di noi, quindi, stanno scoprendo che in fondo “si può fare” e che molti chilometri fatti nel passato erano sostanzialmente inutili o, quanto meno, di gran lunga riducibili. Ma anche che si può lavorare per obiettivi e che lo scopo del lavoro non è quello di timbrare il cartellino in entrata e in uscita. Non stiamo dicendo che la presenza fisica sia ovviabile, non lo è, e una stretta di mano o il guardarsi negli occhi, virus permettendo, ha ancora un suo altissimo valore. Tuttavia improvvisamente Skype, Webex, Zoom, Anydesk sono diventate piattaforme note a tutti e molti le hanno utilizzate, magari per la prima volta e probabilmente in molti casi scoprendo con fastidio che la connessione “laggava” poiché di qualità insufficiente a reggere una videoconferenza; oppure che era meglio mortificarsi e chiudere la videocamera, per lo stesso identico motivo.

Abbiamo appreso anche che, malgrado gli sforzi eroici della nostra scuola di dare continuità didattica a seguito della chiusura forzata, c’è un gap immenso da colmare in termini di dotazione tecnologica dei nostri plessi scolastici e di cultura digitale dei nostri insegnanti. Abbiamo risposto all’emergenza con la proverbiale capacità italiana di tirarsi su le maniche, ma  con tutte le inefficienze del caso e, non da ultimo, dando vita in molti casi a odiose discriminazioni tra aree geografiche o fasce sociali.

Parallelamente i genitori, a causa dei figli a casa e della necessità di consentire loro di seguire le lezioni a distanza, hanno capito cosa significhi oggi società della comunicazione, e quali siano i requisiti indispensabili per farne parte, e non da ultimo che differenza intercorra tra una buona connessione internet e una pessima. Nei casi più gravi (non pochi), hanno sperimentato cosa significhi essere in digital divide.

Al tempo stesso, in modo molto più drammatico, abbiamo capito anche che l’emergenza epidemica del Covid-19 è più legata all’impossibilità del sistema sanitario nazionale di dare una risposta a tutti i casi gravi (una modesta percentuale degli infettati) che alla severità in sé dell’infezione; ovvero che la vera emergenza era dettata dalla mancanza di posti letto in rianimazione e all’ingolfamento dei pronto soccorso.

Così abbiamo anche imparato che, se vogliamo dare protezione alle fasce sociali più deboli, sarebbe molto utile disporre di un sistema più efficiente di assistenza a distanza, quindi, che oltre allo smart working, dobbiamo mettere mano urgentemente anche ad un efficiente sistema di smart health che consenta di contenere le ospedalizzazioni e di limitare l’assistenza in presenza ai soli casi più seri. Ma anche questo ha a che fare con l’infrastruttura digitale del Paese, ancora molto carente.

Saremo quindi uguali a prima, dopo la fine dell’emergenza? Ci dimenticheremo tutto molto velocemente ed andremo sereni incontro al futuro come se nulla fosse accaduto?

Personalmente non credo. Anzi, da inguaribile ottimista, credo che questa emergenza possa costituire quella scossa al Paese necessaria per accelerare sul fronte dell’innovazione, per farlo diventare più efficiente, più moderno, meno sprecone, più attento a servizi essenziali come la scuola e la sanità; più consapevole degli sprechi dettati semplicemente dalla pigrizia di tutti noi a superare antiche abitudini.

Chi, con noi, lavora nel campo dell’innovazione tecnologica, da domani ha una missione in più e degli obiettivi resi più chiari da queste giornate buie. Forse anche coloro che ci governano e che in questi giorni nessuno di noi può invidiare, avranno la possibilità di comprendere quali sono le priorità di questa società in rapida trasformazione e quali debbano essere gli obiettivi di una Nazione moderna.

Mò a da passà ‘a nuttata” scriveva il grande Eduardo De Filippo in Napoli Milionaria; ma domani, forse, ci sveglieremo con le idee un po’ più chiare.

Attrezzature x ufficio a noleggio operativo

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SALVIAMO l 'OZONO

Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

Ministero dell'Ambiente
e della Tutela del Territorio e del Mare

 


 

Perchè è un problema se si "buca" l’ozono?


 

Le Sostanze Ozono Lesive (Ozone Depleting Substaces = ODS) portano questo nome perchè sono in grado di distruggere le molecole di ozono trasformandole in semplice ossigeno, assottigliando così lo strato di ozono stratosferico. Quando lo strato di ozono si assottiglia, i pericolosi raggi ultravioletti riescono ad attraversarlo e raggiungono la superficie terrestre causando danni agli umani, agli animali e alle piante. I raggi ultravioletti infatti sono in grado di provocare il cancro alla pelle, malattie agli occhi (es.: cataratte), mutazioni genetiche e, di conseguenza, anche squilibri negli ecosistemi.

 

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Quali sono le sostanze ozono lesive?


Le ODS sono accomunate dall’avere sempre almeno un atomo di cloro o di bromo all’interno della loro molecola e sono divise in nove gruppi:
1. Clorofluorocarburi (CFC)
2. Altri clorofluorocarburi
3. Halon
4. Tetracloruro di carbonio (CTC)
5. Tricloroetano (TCA)
6. Bromuro di metile (MB)
7. Idrobromofluorocarburi (HBFC)
8. Idroclorofluorocarburi (HCFC)
9. Bromoclorometano (BCM)

 

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Dove si trovano e per cosa si usano?


Le sostanze ozono lesive sono state per lungo tempo impiegate per gli usi più disparati.
I CFC sono utilizzati solo per particolari usi critici (es.: campo medico o industria aerospaziale) solo previa approvazione e decisione del Protocollo di Montreal. Fino alla prima metà degli anni ’90 sono stati massicciamente impiegati nel settore della refrigerazione (frigoriferi, condizionatori d’aria sia degli edifici che delle vetture, etc.), in quello delle schiume poliuretaniche come agenti espandenti (pannelli isolanti, schiume spray, etc.) e come propellenti per qualsiasi prodotto spray (bombolette, inalatori per asmatici, etc.) finanche come agenti pulenti (settore aeronautico, spaziale, informatico, etc.).
Sebbene siano oramai banditi a livello mondiale, la maggior parte dei CFC messi allora in circolazione sono ancora adesso intrappolati in apparecchi e impianti isolanti di vecchia generazione il cui deterioramento comporta un lento rilascio di CFC.
Gli Halon si usavano come agenti estinguenti nei sistemi antincendio, ma oggi il loro impiego è ridotto a particolari usi critici nel settore dell’aviazione e in quello militare.
Gli HCFC si usano in tutti campi descritti sia per i CFC che per gli Halon.
Il bromuro di metile si impiega in agricoltura e per la sterilizzazione delle derrate alimentari o del legname.
Tutte le altre sostanze erano o sono utilizzate come materia prima da parte delle industrie chimiche.

 

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Come fanno a distruggere l’ozono?


Per capire come queste sostanze reagiscano con l’ozono è importante avere ben chiari alcuni concetti di chimica elementare:
• la maggior parte delle sostanze (solide, liquide o gassose) presenti in natura o create artificialmente in laboratorio sono formate da molecole o tutte uguali, o da molecole diverse in proporzioni diverse;
• le molecole a loro volta possono essere formate da atomi uguali o da atomi diversi;
• ma la cosa più importante è che, a parte alcuni gas chiamati gas nobili, tutti gli atomi non stanno mai da soli per molto tempo e reagiscono il prima possibile con gli atomi che hanno intorno per formare nuove molecole.

 

Ma ora vediamo come sono fatti l’ossigeno e l’ozono e come si comportano quando incontrano il cloro.

 

Come sono fatti:

  • La molecola di ossigeno (O2) è composta da 2 atomi di ossigeno;
  • La molecola di ozono (O3) è composta da 3 atomi di ossigeno;

Come si comportano:

  • Quando una molecola che contiene cloro viene colpita dai raggi ultravioletti l’atomo di cloro (Cl) si stacca dalla molecola;
  • Un singolo atomo di ossigeno (O) non sta mai da solo e reagisce subito con gli atomi o le molecole che incontra;
  • Un atomo di cloro (Cl) non sta mai da solo e reagisce subito con gli atomi o le molecole che incontra;
  • Quando una molecola di ozono assorbe i raggi ultravioletti si scompone in un atomo di ossigeno (O) e in una molecola di ossigeno (O2);
  • Quando un atomo di cloro (Cl) incontra un atomo di ossigeno (O) si forma subito una molecola di monossido di cloro (ClO);
  • Quando un atomo di cloro (Cl) incontra una molecola di ozono (O3) si formano una molecola di monossido di cloro (ClO) e una molecola di ossigeno (O2).

Tenendo a mente queste proprietà appena descritte, molto semplificate, dell’ozono, dell’ossigeno e del cloro allora non dovrebbe essere difficile capire il risultato dell’immissione di cloro in atmosfera.
Infatti, per ogni atomo di cloro che gira libero nella stratosfera due molecole di ozono vengono trasformate in 3 atomi di ossigeno:

Immagina di avere 2 distinte molecole di ozono, O3 e O3, e di farle reagire con il Cl

leggi il “+” come “e”
leggi “?” come “diventano”

Cl + O3 ClO + O2
O3 + energia dei raggi solari ? O + O2
ClO + O ? Cl + O2

Quindi, semplificando ancora tutti i passaggi questo è quello che si ottiene:

Cl + 2 molecole di O3 ? Cl + 3 molecole di O2

In poche parole, un atomo di Cloro riesce a distruggere due molecole di Ozono trasformandole in 3 molecole di Ossigeno.

Il problema più rilevate è che alla fine della reazione il cloro residuo è ancora in grado di aggredire un’altra molecola di ozono e continuare questa reazione a catena per migliaia di volte. E’ stato stimato che un solo atomo di cloro sia capace di distruggere fino a 10.000 molecole di ozono.

Oltre alla reazione appena descritta ne esistono altre, tra le quali anche quelle che coinvolgono il bromo. Anche se diverse conduco tutte allo stesso risultato: la distruzione delle molecole di ozono.

 

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Consigli per saperne di più


Per scoprire e avere in dettaglio molte più informazioni sull’ozono, con l’ausilio di disegni, tabelle e grafici molto semplici, puoi leggere le informazioni di base e gli approfondimenti sull’ozono preparato in italiano da ESPERE (Environmental Science Published for Everybody Round the Earth).

Le informazioni di base

Gli approfondimenti

Dinamiche e aviazione

Ozono

Se vuoi puoi anche consultare il file preparato da D.W. Fahey, e messo a disposizione sul sito dell’UNEP, con 20 domande e risposte sullo strato di ozono (testo solo in inglese).
(di questo file esiste sia il link http://www.unep.org/ozone/pdf/qa.pdf che il file pdf)

L’andamento dell’economia

 Nel 2020 l’economia mondiale ha subito in modo importante gli effetti della pandemia denominata Covid-19 che dalla Cina si è progressivamente spostata nel resto del mondo, colpendo a varie ondate e con varie intensità, la vita e l’attività economica del pianeta. Il Fondo Monetario Internazionale nelle sue stime più recenti vede un calo del Prodotto Interno Lordo (PIL) mondiale pari al 3,5%, il dato peggiore del dopoguerra. Le economie dei paesi sviluppati sono state le più colpite con un calo vicino al 5%, mentre quelle emergenti si sono contratte del 2,5% grazie ad un contributo comunque positivo della Cina. L’economia statunitense ha interrotto così il ciclo espansivo più longevo della storia del paese, iniziato nel 2009, e registrerà un calo del PIL, stando alle ultime stime, pari al -3,4%. I lockdown e il conseguente blocco parziale dell’attività economica hanno fortemente impattato la crescita nel primo e secondo trimestre dell’anno. E’ stata netta la diversità di andamento dei settori beneficiari della pandemia (information technology, healthcare, vendite online, consegne e logistica) e di quelli che hanno subito maggiormente le limitazioni imposte (turismo, entertainment, compagnie aeree). La Federal Reserve (FED) ha rapidamente ridotto i tassi con il rallentamento economico in atto, portandoli al minimo storico con un taglio complessivo di 225 basis points dal livello massimo toccato nella primavera 2019. La FED è inoltre intervenuta con nuovi acquisti di titoli obbligazionari governativi, con manovre volte a fornire liquidità ai mercati finanziari e disponibilità di dollari in favore della domanda estera, fattasi particolarmente elevata durante il periodo di maggior stress economico finanziario. L’economia dell’Eurozona nel 2020 ha subito un rallentamento record con il PIL dell’area che presenta un calo di poco superiore al 7%. Nessun paese ha evitato gli effetti della crisi anche se come sempre ci sono state nazioni che hanno retto meglio (Germania -5,4%) ed altre peggio (Spagna -11%. Italia -9%). L’enorme sostegno delle politiche monetarie e gli interventi espansivi degli stati e della stessa Unione Europea non sono stati sufficienti a contenere i danni causati dal forte calo dei consumi e degli investimenti. Con riferimento all’Italia da registrare anche il forte impatto negativo

dovuto al tracollo dei flussi turistici e di quelli legati alle manifestazioni fieristiche, entrambi particolarmente significativi per l’economia italiana. Per quanto riguarda la dinamica dell’inflazione in Eurozona si registra una forte contrazione dei valori che si sono avvicinati allo zero nella seconda parte dell’anno dal dato medio del 2019 vicino all’1,5%. La Banca Centrale Europea (BCE) ha continuato il ciclo di easing monetario (QE) mantenendo i tassi in territorio negativo (-0,5%) per tutto il 2020. Il piano di acquisto di titoli è stato progressivamente aumentato arrivando a coprire interamente le emissioni nette dei governi, fortemente salite per far fronte ai deficit di bilancio. E’ stato mantenuto inalterato il meccanismo di tearing, che consiste nel remunerare con differenti tassi le riserve depositate in BCE da parte delle banche, ancora fortemente cresciute nel 2020. Christine Lagarde, succeduta a Mario Draghi, non ha apportato a oggi modifiche sostanziali all’azione della BCE. Il 2020 è stato un anno molto complicato per il Regno Unito e si è chiuso con un calo del PIL vicino al 10%, il più elevato della storia, e con l’uscita ufficiale dall’Unione Europea con decorrenza 1 Gennaio 2021 dopo oltre 40 anni di permanenza. A quattro anni e mezzo dal referendum sulla Brexit è stato trovato un accordo sui futuri rapporti fra UE e Regno Unito. Entrerà in vigore un accordo di libero scambio lato merci che non prevede dazi ma ci saranno maggiori controlli, mentre restano esclusi i servizi, compresi quelli finanziari che non saranno per ora dotati di passaporto EU. Più complicato viaggiare da e per il Regno Unito. Nell’area asiatica, il Giappone, chiude il 2020 con un calo del PIL di poco superiore al 5%. Il paese ha gestito bene la pandemia, ma è stato fortemente penalizzato dal calo del commercio internazionale, dei flussi turistici, specie cinesi, e delle esportazioni fuori dall’area asiatica. La Bank of Japan (BOJ) rimane fra le banche centrali più attive a livello di stimolo monetario, mantenendo su livelli negativi i tassi ufficiali e perseguendo lo yield curve control, ed è pronta a ulteriori manovre qualora necessario. Per le economie emergenti, pur in presenza di condizioni macroeconomiche ampiamente differenti, il 2020 è stato complessivamente molto difficile con un calo medio del PIL vicino al 2,5%. Pochi i paesi che sono riusciti a mantenere una crescita positiva lo scorso anno; fra di essi la Cina ove il prodotto interno lordo è cresciuto del 2,3% grazie ad una rigorosa gestione della pandemia e una RELA ZI O NE D EG LI AMMI NIS TRAT O RI SU L LA G ES TIO NE DI C O NFIDAR E SOCI E TÀ C O O PERA TIVA P ER A ZI ONI AI S ENSI D E LL’AR T. 2 4 28 12 forte ripresa dei consumi interni e della domanda internazionale. Nessun altro paese emergente ha chiuso l’anno con una crescita positiva. In India, secondo le stime più aggiornate del Fondo Monetario Internazionale, il calo del PIL è stato ingente e vicino all’8% visto che il paese è stato uno dei più colpiti dalla pandemia e ha mostrato tutte le sue lacune nel gestire in modo ordinato la crisi. In Russia la performance 2020 sarebbe stata del -3,6%, in Brasile del -4,5% e in Sudafrica del -7,5% In Cina la Banca Popolare Cinese (PBOC) continua a collaborare con il governo centrale nel processo di apertura del paese e dei suoi mercati finanziari al mondo. Il livello dei tassi resta elevato, soprattutto se paragonato con gli standard occidentali, visto che la crescita economica che prosegue. Per quanto riguarda le banche centrali dei paesi emergenti il passato biennio è stato caratterizzato da numerosi tagli ai tassi che sono scesi quasi ovunque sui livelli più bassi di sempre. La scelta dei governi è stata quella di scaricare gli effetti del calo della crescita sulla svalutazione delle valute locali. I paesi di frontiera hanno subito nel 2020 molteplici fattori a sfavore; oltre alla pandemia, hanno dovuto far fronte al calo del prezzo del petrolio, alla svalutazione delle valute locali e alla riduzione degli investimenti stranieri. La contrazione della crescita è stata generalizzata anche se alcuni paesi sono comunque stati in grado di registrare un progresso del PIL rispetto al 2019: Egitto, Vietnam, Tanzania, Costa d’Avorio, Kenya hanno visto prevalere i fattori positivi quali crescita demografica e aumento dei consumi rispetto a quelli contingenti legati alla crisi sanitaria. I mercati finanziari Sui mercati obbligazionari i rendimenti dei titoli governativi americani relativi alle scadenze decennali hanno chiuso il 2020 su livelli dello 0,9%, novanta punti base al di sotto di quelli di fine 2019. Nei primi mesi dell’anno i valori sono scesi fortemente andando a toccare il minimo storico assoluto in area 0,3%. Nei restanti mesi c’è stato un movimento maggiormente laterale man mano che il mercato prendeva nota della volontà della FED di mantenere i tassi su valori molto bassi a lungo. I tassi di rendimento tedeschi sono stati caratterizzati da un’oscillazione più limitata nel corso del 2020: dal -0,2% di inizio anno si è arrivati ad un estremo del -0,90% a metà marzo per poi assistere ad un tentativo di “normalizzazione” con rendimenti a scadenza tornati meno negativi in area -0,5% per fine anno. Diversi fattori hanno contribuito a mantenere i tassi su livelli storicamente bassi: il RELA ZI O NE D EG LI AMMI NIS TRAT O RI SU L LA G ES TIO NE DI C O NFIDAR E SOCI E TÀ C O O PERA TIVA P ER A ZI ONI AI S ENSI D E LL’AR T. 2 4 28 13 tracollo della crescita globale, la gestione della politica monetaria della BCE, la carenza di asset obbligazionari sicuri. I tassi di interesse sui titoli governativi italiani hanno vissuto un anno estremamente positivo con un calo dall’1,4% per le scadenze decennali allo 0,6% di fine anno con un progressivo calo anche dello spread di rendimento con i titoli tedeschi, sceso nel corso dell’anno da 160 a 110 basis points. Gli spread di credito hanno visto un’esplosione durante la fase di risk off dei mercati a marzo, a cui è seguita una quasi lineare compressione per tutto il resto dell’anno che li ha riportati su livelli molto simili a quelli di fine 2019. Le obbligazioni dei paesi emergenti hanno fatto registrare performance contrastate patendo soprattutto la debolezza delle valute locali. Da segnalare che la quantità di obbligazioni a rendimento negativo a livello mondiale è arrivata alla ragguardevole cifra di 25 miliardi di Euro, il 30% del totale. I mercati azionari chiudono il 2020 con l’indice Msci Worl

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