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PERCHÉ IL RADON È PERICOLOSO

PERCHÉ IL RADON È PERICOLOSO

Hai avuto problemi tumorali senza capire come mai è stato possibile?

qualche tuo parente o inquilino:

potrebbe esserne causa il gas radon

 

La Commissione Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC)

ha classificato il gas Radon e i suoi prodotti di decadimento come sostanze cancerogene del gruppo 1 (in cui figurano anche il fumo di sigarette, il benzene, l'amianto e le altre 75 sostanze cancerogene).


Si stima che il radon possa essere inquadrato al secondo posto, dopo il fumo, come causa per l'insorgenza di tumori polmonari. (Fonte: Radon, Ufficio federale di sanità pubblica di Berna, CH).


Più l'esposizione al radon è alta, più aumenta il rischio di contrarre il tumore.

Dal radon ci si può proteggere,

ma prima bisogna stabilire con precisione se si è esposti all'inquinante o no.

Radon negli edifici

Radon negli edifici

All'interno degli edifici possono verificarsi concentrazioni di radon molto diverse.

  • Il valore medio in Germania è di circa 50 Bq / m 3.
  • Ma i valori variano da regione a regione.
  • Anche da casa a casa, i valori spesso differiscono in modo significativo.
  • Concentrazioni di radon di oltre 10.000 becquerel per metro cubo di aria interna non sono rare in alcune regioni.

    Fonte: http://www.bfs.de/DE/themen/ion/umwelt/radon/radon_node.html

Depositi radon ....Il radon si trova nell'ambiente quasi ovunque

Depositi radon ....Il radon si trova nell'ambiente quasi ovunque

Ci sono pochissimi legami con altri elementi.

Il gas si genera  ovunque l'uranio si trovi nel terreno.

 

Quindi    

    il radon si trova in natura,

  1. nei salotti,
  2. nelle miniere o
  3. nelle cantine.

 

Il gas non penetra solo

  • da terra verso gli edifici,
  • ma proviene anche dai materiali da costruzione
  • che possono contenere minerali contenenti uranio.


Full Home Inspection Gas Radon Energia domestica Test della qualità dell'aria Controllo della muffa

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Alcune zone d'Italia hanno un livello medio di gas radon radioattivo 6 volte maggiore rispetto al resto del paese.
Pertanto, consigliamo vivamente un test del gas radon nella tua casa. *

 


  • CHE COS'È IL RADON GAS?

    Il radon è un gas radioattivo che causa il cancro.
  • Non puoi vedere il radon.
  • E non puoi odorarlo o assaggiarlo.
  • Ma potrebbe essere un problema a casa tua.

    Si stima che il radon causi molte migliaia di morti ogni anno.

 

  1. Questo perché quando respiri aria contenente radon, puoi contrarre il cancro ai polmoni.
  2. In realtà, le autorità sanitarie hanno  avvertito che il radon è la seconda causa di cancro al polmone  oggi.
  3. Solo il fumo provoca più decessi per cancro al polmone.

Se fumi e la tua casa ha alti livelli di radon, il tuo rischio di cancro ai polmoni è particolarmente alto.

 

DEVI ESEGUIRE IL TEST RADON GAS?

  1. Secondo l'EPA, la risposta è sì.
  2. Il test è l'unico modo per sapere se tu e la tua famiglia siete a rischio di radon.

L'EPA e il Surgeon General raccomandano di testare tutte le case al di sotto del terzo piano per il radon.


Puoi risolvere un problema con il radon?

- Sì, i sistemi di riduzione del radon funzionano e non sono troppo costosi.

- Alcuni sistemi di riduzione del radon possono ridurre i livelli di radon nella tua casa fino al 99%.

- Anche livelli molto alti possono essere ridotti a livelli accettabili.

* Fonti: Guida dei cittadini dell'EPA al gas Radon, una spiegazione non tecnica del gas radon del dott. Jim Burkhart
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I RISCHI DEL RADON

La tabella sotto illustra chiaramente i rischi dei livelli di radon in casa. I fattori di rischio aumentano notevolmente se sei un fumatore.

 

Radon all'aperto

Radon all'aperto

Nell'aria fresca,

  • il radon si diluisce abbastanza velocemente,
  • motivo per cui rappresenta solo un piccolo pericolo.

Nell'aria a livello del suolo,

  • i valori in Europa variano tra 2 e 40 becquerel per metro cubo di aria (Bq / m 3).
  • In alcuni hotspot, i valori del radon possono anche essere significativamente più alti.
  • Soprattutto nelle regioni minerarie e nelle aree con terreno sciolto e sabbioso,
  • si possono trovare concentrazioni di radon spesso più elevate.

    Fonte: http://www.bfs.de/DE/themen/ion/umwelt/radon/radon_node.html
RADONA - il misuratore di radon professionale

Radona Expert + stabilisce nuovi standard nella misurazione del radon. Il dispositivo non solo affascina con il suo aspetto attraente, ma anche con i suoi valori interiori. Grazie alla tecnologia della camera di ionizzazione di RadonTec, il misuratore Radon Radon può eseguire fino a 20 volte più velocemente di altri strumenti simili. Inoltre, Radona può essere utilizzato anche per misurazioni risolte nel tempo, poiché la concentrazione di radon viene rilevata ogni 10 minuti.

    Tipo di sensore: camera di ionizzazione pulsata

    Intervallo di misurazione: 1 ~ 3700 Bq / m3 (0,1 ~ 99,99 pCI / l)

    Letture significative: in meno di 1 ora

    Intervallo di misurazione e conservazione: ciclo di 10 minuti

    Sensibilità: 0,5 cpm / pCi / l (1,35 cpm / 100 Bq / m3)

    Errore di misurazione: Max. ± 10% (corrisponde a circa ± 15 Bq / m3)

    La batteria dura per circa 24 ore (il dispositivo può essere caricato / utilizzato in modo permanente con il cavo USB)

    Made in Germany

L'ampio display grafico può leggere i valori attuali del radon e agire immediatamente. Al contrario, altri dispositivi di misurazione come Corentium Home offrono solo medie su 24 ore. Chi vuole vedere tutti i dati di misura da bstehend, valore di radon, la pressione dell'aria, umidità e temperatura, in grado di scaricare con un'applicazione Windows (XP-10) direttamente dal misuratore tramite un cavo USB.

Al momento non è più facile, veloce e sicuro!

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Sistema RDC

Il sistema di rilevamento e controllo dei radon

Il nostro sistema RDC (Radon Detection and Control System) ti offre tutte le possibilità di cui hai bisogno. È la combinazione perfetta del sensore RD200M e della scheda di controllo con diversi segnali di uscita. Il sistema RDC è anche disponibile con un display per vedere i livelli di radon in tempo reale

    Rilevamento veloce del radon (1-10 minuti)

    Segnale di uscita: 0 - 10V

    Segnale di uscita: 4 - 20 mA

    Segnale di uscita: ON / OFF

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    Sensore di temperatura (opzionale)

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Ulteriori informazioni sul sistema RDC
SENSORE RADON

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    Camera a ionizzazione pulsata

    Sensibilità: 0,81 cph / Bq / m³ (30cph / pCi / l)

    Intervallo di misurazione: 0,1 ~ 3,700 Bq / m³

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    Precisione: ± 10% a 370 Bq / m³ (10pCi / l)

    Ogni sensore è calibrato individualmente

    aggiornamento dati ogni 10 minuti

    Tensione e corrente di alimentazione: DC 12V, 60mA

    Interfaccia UART per MCU e Arduino

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Maggiori informazioni sul sensore del radon

Informazioni generali

Informazioni generali

radon

9 gennaio 2014 -

  1. Il radon (Rn) è un gas inerte e radioattivo di origine naturale.
  2. È un prodotto del decadimento nucleare del radio all’interno della catena di decadimento dell’uranio.
  3. Il suo isotopo più stabile è il radon-222 che decade nel giro di pochi giorni,
  4. emettendo radiazioni ionizzanti di tipo alfa e
  5. formando i suoi cosiddetti prodotti di decadimento o “figli”, tra cui il polonio-218 e il polonio-214 che emettono anch’essi radiazioni alfa.
  6. Il radon è inodore, incolore e insapore, quindi non è percepibile dai nostri sensi.
  7. Se inalato, è considerato molto pericoloso per la salute umana poiché le particelle alfa possono danneggiare il Dna delle cellule e causare cancro al polmone.

 

  • La radioattività del radon si misura in Becquerel (Bq),
  • dove un Becquerel corrisponde alla trasformazione di un nucleo atomico al secondo.
  • La concentrazione nell’aria si esprime in Bq/metro cubo,
  • indicando così il numero di trasformazioni al secondo che avvengono in un metro cubo d’aria.

 

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms),

  • attraverso l’International Agency for Research on Cancer (Iarc),
  • ha classificato il radon appartenente al gruppo 1 delle sostanze cancerogene per l’essere umano.

 

Dove si trova?

  1. Il radon è presente in tutta la crosta terrestre.
  2. Si trova nel terreno e nelle rocce ovunque, in quantità variabile.
  3. Il suolo è la principale sorgente del radon che arriva in casa.
  4. I materiali edili che derivano da rocce vulcaniche
  5. (come il tufo), estratti da cave o derivanti da lavorazioni dei terreni, sono ulteriori sorgenti di radon.
  6. Essendo un gas, il radon può spostarsi e sfuggire dalle porosità del terreno disperdendosi nell’aria o nell’acqua.
  7. Grazie alla forte dispersione di questo gas in atmosfera,
  8. all’aperto la concentrazione di radon non raggiunge mai livelli elevati
  9. ma, nei luoghi chiusi (case, uffici, scuole ecc)
  10. può arrivare a valori che comportano un rischio rilevante per la salute dell’uomo,
  11. specie per i fumatori.

 Attenzione

  1. Il radon si distribuisce uniformemente nell’aria di una stanza,
  2. mentre i suoi prodotti di decadimento si attaccano al particolato (polveri, aerosol)
  3. dell’aria che noi respiriamo e poi si depositano sulle superfici dei muri, dei mobili ecc.
  4. La maggior parte del radon che inaliamo viene espirata prima che decada
  5. (ma una piccola quantità si trasferisce nei polmoni, nel sangue e, quindi, negli altri organi),
  6. mentre i prodotti di decadimento si attaccano alle pareti dell’apparato respiratorio
  7. e qui irraggiano (tramite le radiazioni alfa) soprattutto le cellule dei bronchi.

 

Il radon si può trovare anche nell’acqua potabile.

  • La concentrazione è molto variabile sia dal punto di vista spaziale che temporale e, anche se in maniera molto minore rispetto alla sua presenza in atmosfera,
  • può comunque rappresentare una fonte di esposizione dello stomaco a radiazioni ionizzanti.

 

Radon negli ambienti quotidiani

Per la maggior parte delle persone, la principale esposizione al radon avviene

  1. in casa,
  2. nei luoghi di lavoro e
  3. nelle scuole.

La concentrazione dipende da quanto uranio (da cui deriva il radon) è presente nel terreno sottostante l’edificio.

  1. Il gas migra dal suolo (o dai materiali da costruzione) e
  2. penetra all’interno degli edifici attraverso
  3. le fessure (anche microscopiche),
  4. gli attacchi delle pareti al pavimento,
  5. i passaggi dei vari impianti (elettrico, termico, idraulico).

Di conseguenza, i livelli di radon sono generalmente maggiori

  • nelle cantine e
  • ai piani bassi.

 

Inoltre, vi sono forti variazioni sia spaziali che temporali:

  1. edifici anche vicini possono avere concentrazioni molto diverse,
  2. e in genere vi sono forti variazioni tra giorno e notte, estate e inverno e
  3. tra diverse condizioni meteorologiche.

A causa di queste fluttuazioni,

  • per avere una stima precisa della concentrazione media di radon in un edificio
  • è necessario fare una misurazione per una durata sufficientemente lunga,
  • preferibilmente un anno.

Si utilizza un piccolo dispositivo

  1. in cui è presente un materiale che,
  2. essendo sensibile alle particelle alfa emesse durante il processo di decadimento del radon,
  3. rimane impresso con tracce indelebili.
  4. Il numero di tracce rilevate sul materiale è proporzionale alla concentrazione del gas nell’ambiente.

 

Effetti sulla salute

Il principale danno per la salute

(e l’unico per il quale si abbiano al momento evidenze epidemiologiche)

legato all’esposizione al radon è un aumento statisticamente significativo

del rischio di tumore polmonare.

A livello mondiale,

  • il radon è considerato il contaminante radioattivo più pericoloso negli ambienti chiusi
  • ed è stato valutato
  • che il 50% circa dell’esposizione media delle persone a radiazioni ionizzanti è dovuto al radon.

 

In realtà, il pericolo per la salute dell’uomo viene non tanto dal radon in sé,

  1. ma dai suoi prodotti di decadimento
  2. che, essendo elettricamente carichi,
  3. si attaccano al particolato dell’aria e
  4. penetrano nel nostro organismo tramite le vie respiratorie.
  5. Quando questi elementi “figli”
  6. si attaccano alla superficie dei tessuti polmonari,
  7. continuano a decadere e a emettere particelle alfa
  8. che possono danneggiare in modo diretto o indiretto il Dna delle cellule.
  9. Se il danno non è riparato correttamente dagli appositi meccanismi cellulari,
  10. può evolversi dando origine a un processo cancerogeno.

 

Valori di riferimento e normativa

Molti Paesi hanno emanato delle normative o raccomandazioni per far sì che i livelli di concentrazione del radon non superino determinati valori di riferimento, detti anche “livelli di azione”.

  • Nelle abitazioni: la raccomandazione pubblicata nel 1990 dalla Commissione Europea Raccomandazione CEC 90/143 raccomandava un livello di riferimento di 400 Bq/metro cubo per le abitazioni. L’Italia, a differenza di diversi altri Paesi europei, non ha recepito questa raccomandazione, né adottato altra norma specifica per il radon nelle abitazioni. In alcuni casi, però, i valori specificati dalla raccomandazione CEC 90/143 sono stati utilizzati come riferimento. A seguito dei risultati dei numerosi studi epidemiologici effettuati negli ultimi 20 anni e della conseguente rivalutazione del rischio di tumore polmonare associato all'esposizione al radon nelle abitazioni, nel 2009 l'Oms ha pubblicato il rapporto WHO Handbook on Indoor Radon: A Public Health Perspective (pdf 600 kb, leggi anche l’approfondimento di EpiCentro sul rapporto Oms), nel quale si raccomanda che i Paesi adottino possibilmente un livello di riferimento di 100 Bq/metro cubo o comunque non superiore a 300 Bq/metro cubo. Il rapporto dell’Oms ha avuto un notevole impatto nel processo di revisione delle normative internazionali (come descritto in: Bochicchio F. The newest international trend about regulation of indoor radon. Radiation Protection Dosimetry vol.146, 2011). In particolare, per quanto riguarda l’Europa, un livello di riferimento non superiore 300 Bq/metro cubo sarà inserito nella direttiva europea in materia di radioprotezione la cui emanazione è prevista per il 2012, e che l’Italia sarà obbligata a recepire. Di conseguenza il livello di riferimento 400 Bq/metro cubo incluso nella raccomandazione europea del 1990 va considerato superato dalle più recenti raccomandazioni e normative internazionali e quindi, in assenza di una normativa nazionale, non può più essere preso come riferimento temporaneo. L’Italia avrà comunque entro tre anni circa una normativa nazionale sul radon nelle abitazioni tramite il recepimento della direttiva europea sopra citata. Altri Paesi europei hanno già delle normative in materia, anche se spesso a carattere di semplice raccomandazione, nelle quali sono adottati come livelli di azioni valori compresi tra 150 e 1000 Bq/metro cubo; per esempio: Stati Uniti 150 Bq/metro cubo, Regno Unito e Irlanda 200 Bq/metro cubo, Germania 250 Bq/metro cubo, Svezia 400 Bq/metro cubo. Molti di questi Paesi dovranno a breve aggiornare le loro normative, a seguito dell’emanazione della citata direttiva europea e di un’analoga normativa internazionale per i Paesi non europei
  • negli ambienti di lavoro: in Italia, con il Decreto legislativo 26/05/00 n. 241, si è fissato un livello di 500 Bq/metro cubo, superato il quale il datore di lavoro deve valutare in maniera più approfondita la situazione e, se il locale è sufficientemente frequentato da lavoratori, intraprendere azioni di bonifica. La concentrazione di radon deve essere misurata in tutti i luoghi di lavoro sotterranei. Inoltre, le Regioni (e le Province autonome di Trento e Bolzano) devono fare una mappatura del territorio per individuare le zone più a rischio e in cui è necessario misurare la concentrazione di radon anche nei locali non sotterranei, con priorità per i locali seminterrati e al piano terra
  • nell’acqua potabile: le linee guida fornite dall’Oms e dalla Commissione europea raccomandano un’intensificazione dei controlli se la concentrazione di radon nelle riserve di acqua potabile supera i 100 Bq/litro. Gli Stati Uniti hanno proposto un limite massimo di 159 Bq/litro per le riserve private d’acqua. La Commissione europea raccomanda azioni immediate oltre i 1000 Bq/litro. In Italia, il Consiglio superiore di sanità ha raccomandato che la concentrazione di radon nelle acque minerali e imbottigliate non superi i 100 Bq/litro (32 Bq/litro per le acque destinate ai bambini e ai lattanti).

Gli interventi possibili

Anche se non è possibile eliminare del tutto il radon dagli ambienti in cui si vive, ci sono diversi modi (con diversa efficacia) per ridurne la concentrazione nei luoghi chiusi, tra cui:

  • depressurizzare il suolo, realizzando sotto o accanto la superficie dell’edificio un pozzetto per la raccolta del radon, collegato a un ventilatore. In questo modo, si crea una depressione che raccoglie il gas e lo espelle nell’aria esterna all’edificio
  • pressurizzazione dell’edificio: aumentando la pressione interna, si può contrastare la risalita del radon dal suolo.
  • migliorare la ventilazione dell’edificio

Fondamentale è, poi, fare in modo che per le nuove costruzioni si adottino criteri anti-radon, come sigillare le possibili vie di ingresso dal suolo, predisporre un vespaio di adeguate caratteristiche cui poter facilmente applicare, se necessario, una piccola pompa aspirante ecc.

 

Le iniziative

A livello mondiale, nel 2005, l’Oms ha creato l’International Radon Project (Irp), in cui venti Paesi hanno formato una rete di collaborazione per identificare e promuovere programmi per la riduzione dell’impatto del radon sulla salute. Il progetto, di durata triennale, ha avuto come obiettivo principale l’elaborazione del WHO Hanbook on Indoor Radon (pubblicato nel 2009), contenente linee guida e raccomandazioni sui diversi aspetti della problematica radon con l’intento di favorire una strategia comune nei diversi Stati. Il primo e il secondo meeting si sono svolti a Ginevra rispettivamente a gennaio 2005 (pdf 433 kb) e a marzo 2006 (pdf 251 kb), il terzo si è tenuto a Monaco a marzo 2007.

 

A livello europeo, nel 2009 è iniziato il progetto triennale Radon Prevention and Remediation (Radpar), che vede coinvolti esperti di 11 Paesi europei, nell’ambito del quale l’Iss coordina il Work Package Developing policies and strategies to promote effective radon prevention and remediation.

 

In Italia, nel 2002, è stato elaborato un Piano nazionale radon (Pnr) con la collaborazione di un gruppo multidisciplinare di esperti, nell’ambito della commissione per l’elaborazione di proposte di intervento sull’inquinamento indoor. Il Pnr rappresenta un insieme organico e coordinato di azioni volte alla riduzione del rischio radon (incluse normative, mappature, informazione, formazione) ed ha avuto il parere favorevole del Consiglio superiore di sanità e della Conferenza Stato-Regioni. Alla fine del 2005, il Pnr ha ricevuto un primo finanziamento dal Ccm per realizzare il progetto “Avvio del Piano nazionale radon per la riduzione del rischio di tumore polmonare in Italia”. A coordinare il progetto è l’Istituto superiore di sanità, con la collaborazione delle Regioni, dell’Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza sul lavoro (Ispesl, ora Inail), dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici (Apat, ora Ispra). Il Piano nazionale radon punta a realizzare nei prossimi anni, in modo coordinato e condiviso a livello nazionale, il complesso di azioni necessarie per affrontare in problema radon. Consulta anche il sito “Il radon e il Piano nazionale radon”.

 

 

(revisione a cura di Francesco Bochicchio – direttore del reparto di Radioattività e suoi effetti sulla salute, dipartimento Tecnologie e salute, Iss)

 

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PERCHÉ IL RADON È PERICOLOSORischio RADON

La Commissione Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC)

ha classificato

  • il gas Radon e i suoi prodotti di decadimento
  • come sostanze cancerogene del gruppo 1
  • (in cui figurano anche il fumo di sigarette, il benzene, l'amianto
  • e le altre 75 sostanze cancerogene).


Si stima che il radon

possa essere inquadrato al secondo posto,

dopo il fumo,

come causa per l'insorgenza di tumori polmonari.

(Fonte: Radon, Ufficio federale di sanità pubblica di Berna, CH).

  • Più l'esposizione al radon è alta,
  • più aumenta il rischio di contrarre il tumore.
  • Dal radon ci si può proteggere,
  • ma prima bisogna stabilire con precisione se si è esposti all'inquinante o no.

La pericolosità del radon è essenzialmente dovuta alle sue peculiarità chimico-fisiche. Essendo inerte ed elettricamente privo di carica elettrica è caratterizzato da una grande mobilità (al contrario di elementi come il radio o l’uranio che restano vincolati nel materiale in cui si trovano). In effetti il radon è un gas che può facilmente penetrare all’interno dei polmoni e qui esplicare la sua azione degenerativa. Data la sua instabilità, una volta giunto all’interno dell’apparato respiratorio può andare incontro al processo di decadimento radioattivo. Anche gli atomi radioattivi che si generano in seguito al decadimento del radon all’aria aperta (la cosiddetta “progenie del radon”) possono penetrare all’interno dei polmoni: essendo elettricamente carichi possono aderire al particolato aerodisperso e, tramite questo, giungere a contatto con le cellule dell’epitelio polmonare.
Nei polmoni le particelle alfa che si liberano in seguito al decadimento del radon e della sua progenie possono danneggiare il DNA e l’RNA delle cellule. Se i naturali meccanismi di riparazione degli acidi nucleici (DNA e RNA) non sono in grado di riparare tutti i danni causati da queste radiazioni alfa allora vi è la possibilità che il tutto possa portare alla formazione di un tumore ai polmoni. Al momento non si ritiene possibile l’insorgenza di tumore in altri organi del corpo in quanto le radiazioni alfa percorrono delle distanze relativamente brevi e quindi insufficienti a raggiungere altre zone corporee. Per quanto riguarda la presenza del radon nell’acqua, finora non risulta alcuna evidenza scientifica che il radon alle comuni concentrazioni presenti in natura possa provocare l’insorgenza di un tumore all’apparato digestivo.
Bisogna inoltre sottolineare che i fumatori sono i soggetti più a rischio in quanto è stato dimostrato un effetto sinergico tra la presenza del radon e quella del fumo di sigaretta.


In definitiva, pur essendo estremamente difficile valutare l’incidenza dei casi di cancro ai polmoni dovuti al radon, si può ipotizzare che circa il 10% dei tumori di questo tipo sia dovuta al gas radioattivo. L’Agenzia per la Protezione Ambientale americana (EPA) ritiene che il radon negli ambienti confinati (indoor) provochi fra i 15000 e i 22000 casi di cancro ai polmoni all’anno solo negli USA. In Italia, data la maggiore radioattività naturale del suolo (quasi doppia), si può ipotizzare che i soggetti colpiti siano fra i 1500 e i 4500 all’anno.
Per prevenire il rischio di contrarre questa malattia molte organizzazioni internazionali scientifiche hanno fissato dei livelli di riferimento per le abitazioni e per gli ambienti di lavoro al di sotto dei quali si ritiene che sussista un rischio accettabile (per le sostanze radioattive il rischio non può mai essere ridotto a zero). Molti di questi valori sono diventati dei limiti di legge.

Tutte queste considerazioni non devono comunque creare allarmismi ingiustificati: se si ritiene di vivere in un ambiente a rischio è spesso sufficiente aerare bene gli ambienti in cui si vive e sigillare il terreno su cui sorge la casa; solo poche situazioni critiche richiedono l'intervento di personale specializzato.

 

Il radon è un gas radioattivo di origine naturale, inodore, incolore e insapore; tutte caratteristiche che non lo rendono percepibile dai nostri sensi e perciò difficile da individuare e da quantificarne la presenza.

Il radon si trova principalmente nei locali, specie quelli a diretto contatto con il suolo, come cantine, scantinati, taverne, garage, perché il terreno è la fonte principale in cui questo gas abita, con possibilità tuttavia di arrivare ad irradiarsi anche negli ambienti dei piani più alti.

Oltre al suolo e alle rocce in cui sono presenti i suoi precursori (uranio e radio), ci sono anche altre vie di trasmissione del radon: pavimentazioni e pareti a contatto con il suolo e non adeguatamente isolate da fratture e fessure, tubature e canalizzazioni non ben sigillate (che andrebbero quindi sempre ben controllate se si vive in una zona più a rischio).

Il pericolo maggiore del gas radon è correlato all’inalazione: inspirato in quantitativi in eccesso e per periodi prolungati, può infatti provocare seri danni alla salute, in particolare ai polmoni, qualificandosi come seconda causa di rischio per l’insorgenza di un tumore, dopo il fumo (questo significa che i fumatori che vivono a contatto con il radon corrono un rischio in più di malattia).

Un aspetto ‘positivo’ però c’è: difendersi dal radon è relativamente semplice, grazie alla sua volatilità, vale a dire alla sua capacità di disperdersi rapidamente e facilmente nell’aria. Ragion per cui la prima prevenzione per combattere questo gas è la costante areazione dei locali nei quali è riconosciuta la sua presenza

Gli effetti più dannosi del radon non sono però dovuti al radon in sé, bensì dai suoi “prodotti di decadimento”, cioè ad altri elementi radioattivi non gassosi generati dal radon che, attaccandosi al particolato atmosferico presente in ogni ambiente, entrano facilmente in profondità nell'apparato respiratorio irraggiando in particolare le cellule dei bronchi.

Stimare la presenza o la concentrazione di questo gas negli ambienti domestici o di uso quotidiano come le scuole o i luoghi di lavoro, soprattutto se interrati – dove di norma si trova maggiormente - non è semplice poiché le concentrazioni possono variare sia da spazio a spazio (anche tra edifici vicini) sia nel tempo, tra giorno e notte, estate e inverno e tra diverse condizioni meteorologiche.

A causa di queste fluttuazioni, per avere una valutazione attendibile del quantitativo medio di radon presente nell’aria di un ambiente, è necessario procedere a una misurazione per un periodo prolungato, di qualche mese almeno. L'ideale sarebbe procedere a una misurazione su base annuale, effettuandola con appositi strumenti (dosimetri passivi) in grado di registrare le tracce delle radiazioni emesse, proporzionali alla concentrazione del gas nell’ambiente.

Una volta quantificata la presenza del radon, a seconda del risultato ottenuto, si potrà valutare l'opportunità di procedere a una bonifica. Una recente direttiva europea fissa come limite, sia per le abitazioni che per i luoghi di lavoro, un valore medio annuale di 300 Bq/m3 (Becquerel al metro cubo).

Anche se non è possibile eliminare del tutto il radon dagli ambienti in cui si vive (tracce di questo gas sono comunque sempre presenti anche nell'atmosfera libera), è però possibile ridurne la concentrazione al di sotto dei limiti di legge attuando dei semplici interventi edilizi sulle abitazioni esistenti o adottando criteri anti-radon in stabili di nuova costruzione.

Da segnalare l’impegno intrapreso dall’Italia, dal 2002, con l’elaborazione di un Piano nazionale radon (Pnr) a cui partecipa un gruppo multidisciplinare di esperti che punta a realizzare nei prossimi anni tutte le azioni necessarie per affrontare e contenere il problema radon a salvaguardia della salute del cittadino. Informazioni più di dettaglio sulla situazione radon nelle regioni italiane e anche indicazioni sulle possibili azioni di bonifica si  possono reperire interpellando le varie Agenzie Regionali per la Protezione dell'Ambiente (ARPA) e consultando i rispettivi siti internet.

1Raccomandazione del Sottocomitato Scientifico del progetto CCM

  • “Avvio del Piano Nazionale Radon per la riduzione del rischio di tumore polmonare in Italia”
  • (approvata il 10 novembre 2008)

PREMESSAIl

  • Piano Nazionale Radon
  • (previsto da due accordi Stato-Regioni del 2001(a,b))
  • è stato preparato nel 2002 da unapposito gruppo di lavoro
  • della “Commissione tecnico-scientifica per l'elaborazione di proposte di intervento legislativo in materia di inquinamento indoor”,
  • promossa dal Ministero della Sanità
  • e della quale facevano parte esperti di altri Enti ed Amministrazioni regionali e nazionali.

Nello stesso anno, il Piano Nazionale Radon

  • ha avuto il parere positivo del Consiglio Superiore di Sanità
  • ed è stato discusso e valutato positivamente
  • in sede diConferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano.

La realizzazione del Piano Nazionale Radon

  • è stata approvata nel dicembre 2004 nell’ambito delle attività
  • del Centro Nazionale per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie (CCM)

cui concorrono, oltre al

  • Ministero del Lavoro,
  • della Salute e
  • delle Politiche Sociali,
  • le Regioni e
  • Province Autonome e
  • gli Enti nazionali competenti

tramite il progetto “Avvio del Piano Nazionale Radon

  • per la riduzione del rischio di tumore polmonare in Italia”,
  • il cui coordinamento è affidato all’Istituto Superiore di Sanità,
  • con la collaborazione di un apposito Sottocomitato Scientifico,
  • di cui fanno parte esperti di diverse Regioni, Enti ed Amministrazioni.

Tale Sottocomitato Scientifico è stato nominato

  • con Decreto Ministeriale del 31 marzo 2006,
  • nel quale, all’art.3, sono riportati i suoi compiti,
  • tra cui la “predisposizione di adeguamenti normativi
  • in materia di rischi connessi con l’esposizione al radon,
  • incluso linee guida”,
  • compiti ribaditi all’art.2 del Decreto Dirigenziale del 13 novembre 2007
  • con cui il Sottocomitato Scientifico è stato rinnovato.

Su questa base,

  • tenendo conto delle recenti risultanze scientifiche
  • e delle conseguenti evoluzioni normative
  • in materia di esposizione al radon in altri Paesi
  • e in ambito internazionale,
  • e considerando che in molte Regioni e Comuni italiani
  • si stanno aggiornando gli strumenti normativi
  • e regolamentari urbanistici,
  • il Sottocomitato Scientifico rivolge agli enti ed alle amministrazioni competenti la seguente:

 

DESCRIZIONE

Eseguiamo rilievi di Radon in aria in ambienti domestici e Luoghi di Lavoro.

La misura della concentrazione del gas radon in aria può essere effettuata con l’ausilio di dosimetri passivi, basati sull’impiego di film o polimeri sensibili alle radiazioni alfa , mediante canestri a carbone attivo o mediante elettreti con analisi del potenziale di scarica.
DosimetriPassivi
Prima di ogni campagna di misura può essere utile effettuare un sopralluogo nei locali da monitorare per valutare il numero di postazioni di misura e i tempi d’esposizione da adottare in ottemperanza a quanto disposto dal D.Lgs 241/00 e dalle Linee Guida della Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province Autonome (vedi sezione Normativa). In ogni caso è necessario disporre di una planimetria dei locali con l’indicazione d’uso e della superficie di ciascun locale.

Le nostre tecniche di misura prevedono l’impiego di dosimetri passivi a tracce nucleari del tipo SSNTD con rivelatore basato su pellicola Kodak LR-115 Type II o CR-39.
Le caratteristiche dei rivelatori a tracce sono: basso costo, semplicità di utilizzo, robustezza e risposta indipendente dalle condizioni ambientali e sono in grado di fornire un valore della concentrazione media di radon su lunghi periodi, da alcuni mesi ad un anno. Pertanto, tali dispositivi sono gli strumenti che meglio adempiono alle richieste della nuova normativa. I rivelatori, portano inciso un codice univoco numerico ed a barre per poter essere sempre identificati in ogni fase della prova e successivamente archiviati per eventuali controlli. Il posizionamento e il ritiro dei dosimetri viene di norma effettuato da nostro personale specializzato secondo le Linee Guida citate (disponibili per download nella sezione normativa).
Per gli utenti professionali forniamo anche confezioni multiple da 10, 50 e 100 pezzi per uso proprio fornendo comunque il servizio di analisi e certificazione.

Per gli Ambienti Residenziali, sebbene sia sempre utile una valutazione basata sull’annualità, è possibile limitare il periodo di rilevazione a tre mesi se il rilievo inizia in inverno ed a sei mesi se il rilievo inizia in estate. I risultati saranno diversi poiche’ il rilievo trimestrale invernale fornirà il valore di massimo annuo mentre il rilievo semestrale, integrando un periodo estivo con un periodo autunnale, si avvicinerà al valore di media annua.

Nei luoghi di lavoro invece il D.Lgs 241/00 prescrive misure della concentrazione media di radon obbligatoriamente integrate sull’anno solare; cioe’ il rilievo ai sensi della norma deve durare 365 giorni naturali consecutivi senza soluzione di continuità. Il periodo annuale puo’ pero’ essere suddiviso in periodi più brevi a patto che non si interrompa la continuità.

cr39filmPer evitare il fenomeno della sovraesposizione o saturazione dei dosimetri, quando esposti ad alte concentrazioni per tempi troppo lunghi, vengono effettuati tipicamente due o piu’ cicli di misure a seconda della concentrazione attesa. Normalmente il primo ciclo di misura dura tre mesi (per una prima valutazione seditiva) ed il secondo di nove mesi per completare l’annualità prevista dal D.lgs 241/00.

In qualche caso è necessario effettuare fino a quattro cicli per anno sulla base dei risultati dei primi tre mesi. Allo scadere dei tempi d’esposizione previsti, il personale provvederà alla sostituzione o al ritiro dei dosimetri.

Lo sviluppo dei dosimetri viene eseguito mediante una bagno di enfatizzazione delle tracce latenti a base di idrossido di sodio e la lettura attraverso l’utilizzo di un programma d’analisi delle tracce nucleari provocate sul rivelatore dall’impatto con le particelle alfa emanate dal radon222 e dai suoi figli.

I risultati, espressi come concentrazione di radon in Bq/m3 verranno redatti in un certificato ufficiale di analisi per eventuali ulteriori adempimenti.

I controlli di qualità prevedono la verifica della sensibilità di risposta effettuata mediante periodiche tarature presso Istituti Nazionali ed Internazionali nonchè la partecipazione ad esercizi di interconfronto .

Per gli utenti professionali

  • forniamo anche confezioni multiple da 10, 50 e 100 pezzi per uso proprio
  • fornendo comunque il servizio di analisi e certificazione.

Per gli Ambienti Residenziali,

  • sebbene sia sempre utile una valutazione basata sull’annualità,
  • è possibile limitare il periodo di rilevazione a tre mesise il rilievo inizia in inverno ed
  • a sei mesi se il rilievo inizia in estate.

I risultati saranno diversi poiche’

  1. il rilievo trimestrale invernale
  2. fornirà il valore di massimo annuo mentre
  3. il rilievo semestrale,
  4. integrando un periodo estivo con un periodo autunnale,
  5. si avvicinerà al valore di media annua.

Nei luoghi di lavoro invece il D.Lgs 241/00

  • prescrive misure della concentrazione media di radon obbligatoriamente integrate sull’anno solare;
  • cioe’ il rilievo ai sensi della norma deve durare 365 giorni naturali consecutivi senza soluzione di continuità.

Il periodo annuale

  • puo’ pero’ essere suddiviso in periodi più brevi
  • a patto che non si interrompa la continuità.

cr39film

 

Per evitare il fenomeno della sovraesposizione o saturazione dei dosimetri, quando esposti ad alte concentrazioni per tempi troppo lunghi,

  • vengono effettuati tipicamente due o piu’ cicli di misure
  • a seconda della concentrazione attesa.
  • Normalmente il primo ciclo di misura dura tre mesi (per una prima valutazione seditiva)
  • ed il secondo di nove mesi per completare l’annualità prevista dal D.lgs 241/00.
  • In qualche caso
  • è necessario effettuare fino a quattro cicli per anno sulla base dei risultati dei primi tre mesi.

Allo scadere dei tempi d’esposizione previsti,

  • il personale provvederà alla sostituzione o al ritiro dei dosimetri.

Lo sviluppo dei dosimetri viene eseguito

  1. mediante una bagno di enfatizzazione delle tracce latenti
  2. a base di idrossido di sodio e
  3. la lettura attraverso l’utilizzo di un programma d’analisi delle tracce nucleari
  4. provocate sul rivelatore dall’impatto con le particelle alfa emanate dal radon222 e dai suoi figli.

I risultati,

  • espressi come concentrazione di radon in Bq/m3
  • verranno redatti in un certificato ufficiale di analisi
  • per eventuali ulteriori adempimenti.

I controlli di qualità

  • prevedono la verifica della sensibilità di risposta
  • effettuata mediante periodiche tarature presso Istituti Nazionalied Internazionali
  • nonchè la partecipazione ad esercizi di interconfronto .

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